L’enoteca suggerisce «da ora al 2030» e ti restano tre bottiglie. È un punto di partenza per organizzare le aperture, non una garanzia sul loro sapore di oggi.

Conserva anche la fonte della stima
Annota il periodo previsto e da dove arriva: produttore, enoteca oppure una bottiglia già assaggiata. Senza informazioni sufficienti puoi lasciare il campo vuoto o scegliere un intervallo ampio.
Due vini della stessa annata possono evolvere in modo diverso. Conta anche come sono stati conservati. Un anno preciso non sostituisce queste informazioni.
Usa la prossima bottiglia per rivedere il piano
Esempio: apri una bottiglia su sei e il vino sembra ancora chiuso. Scrivi data, condizioni di servizio e impressioni, poi valuta se rimandare le altre cinque. Se appare già stanco e in calo, puoi anticipare il prossimo assaggio.
Una bottiglia che sa di tappo non dimostra che tutta la cassa sia troppo vecchia. Distingui il difetto di quel flacone dall’evoluzione del vino.
Leggi le indicazioni dell’app come promemoria
Cellar può proporre un intervallo iniziale approssimativo in base a tipologia e annata. Puoi modificarlo. L’app non conosce la conservazione precedente né la tua preferenza per vini giovani o evoluti.
Le indicazioni di vino «pronto» o «da bere presto» seguono il periodo scelto: non misurano il contenuto. Superare l’anno finale invita a controllare la bottiglia, non a buttarla automaticamente.
Guarda la cantina prima di comprare ancora
Individua i vini che si avvicinano alla fine del periodo previsto e pensa a occasioni concrete per aprirli. Un inventario aggiornato serve più di una previsione perfetta per una bottiglia introvabile.